Audio Storie

Poesie

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I’m the 20th Century

September 20, 2015 No Comments

Dalle pagine del denso ed enigmatico “V” – romanzo di Thomas Pynchon – ecco estratte delle liriche scritte da un suo personaggio. Legge Isabella Giovannardi, accompagnano in jam session pianoforte, basso e finestre jazzanti.

I am the twentieth century.
I am the ragtime and the tango; sans-serif, clean geometry.
I am the virgin’s-hair whip and the cunningly detailed shackles of decadent passion.
I am every lonely railway station in every capital of Europe.
I am the Street, the fanciless buildings of government. I am the cafe-dansant, the clockwork figure, the jazz saxophone, the tourist-lady’s hairpiece, the fairy’s rubber breasts, the travelling clock which always tells the wrong time and chimes in different keys.
I am the dead palm tree, the Negro’s dancing pumps, the dried fountain after tourist season.
I am all the appurtenances of night.


cafe

“Déjeuner du matin” di J. Prévert

April 2, 2014 No Comments

Dejeuner du matin

Il a mis le café
dans la tasse
il a mis le lait
dans la tasse de café
il a mis le sucre
dans le café au lait
avec la petite cuiller
il a tourné
il a bu le café au lait
et il a reposé la tasse
sans me parler
il a allumé
une cigarette
il a fait des ronds
avec la fumée
il a mis les cendres
dans le cendrier
sans me parler
sans me regarder.
Il s’est levé
il a mis
son chapeau sur sa tête
il a mis son manteau de pluie
parce qu’il pleuvait
et il est parti
sous la pluie
sans une parole
sans me regarder.
Et moi, j’ai pris
ma tête dans mes mains
er j’ai pleuré
Lui ha messo il caffè
nella tazza
ha messo il latte
nella tazza di caffè
ha messo lo zucchero
nel caffelatte
con il cucchiaino
ha mescolato
ha bevuto il caffelatte
e ha posato la tazza
senza parlarmi.
ha acceso una sigaretta
ha fatto dei cerchi
con il fumo
ha messo la cenere
nel portacenere
senza parlarmi
senza guardarmi.
Si è alzato
ha messo
il cappello sulla testa
ha messo
l’impermeabile
perché pioveva
ed è partito
sotto la pioggia
senza una parola
senza guardarmi.
Ed io, ho preso
la testa fra le mani
ed ho pianto
E’ una poesia di Jacques Prévert Léo Nie.

rosemary1915

Rosemary#2

November 27, 2013 2 Comments

Rosemary – Frammento#2

Amarmi
esserne costretta
prendermi cura di ciò che viene ignorato

non mi detesto, solo mi sento
inutile,
in una studiata posa
per nessun fotografo.

Qui e sola
nell’umido freddo
mentre il mio corpo trema
seduto e fragile,

e gli occhi si scaldano
di fronte alla pazienza delle cose
rovinate ed antiche
ma senza alcuna vergogna.

Iniziare ad amarmi,
mentre il mio sorriso invecchia
i miei denti ingialliscono
mentre cerco le parole perdendo il contenuto

Labbra salate.
Troppo tardi
voglio commuovermi per riempire
il vuoto delle ore.

mi dispiace
un vuoto che ho costruito
scelto – per orgoglio e sopravvivenza

non imparerò ad amarmi
fino a che il mio sguardo
sarà solo un vestito.


Beer Glass

Al banco della birra

October 20, 2013 No Comments

AL BANCO DELLA BIRRA

Un breve lipogramma di Goblin, direttamente dal sito Talemotion sull’ebbrezza della birra, e della lettera “E”.


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